
La vocazione della Comunità non è che una chiamata ad essere vero popolo di Dio che aspira alla vita Trinitaria, e come Teresa del Bambin Gesù che scelse tutto, si situa nel cuore della Chiesa per essere l'amore.
(Libro di vita)
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Il Nome della Comunità La Comunità delle Beatitudini è stata fondata da Efraim e Josette Croissant e un'altra giovane coppia il 25 maggio 1973 in Francia, sotto il nome di "Comunità del Leone di Giuda e dell'Agnello Immolato" Quest'appellativo che si riferisce al passaggio dell'Apocalisse, cap 5, 5-6, riflette i due volti di Gesù: Leone e Agnello, Forza e debolezza, onnipotente e bambino, vita abbondante e annientamento, morte che vince la morte per aprire le porte della vita eterna.
"Io vi scrivo nel Suo prezioso sangue con il desiderio di vedervi come agnello umile e mite all'esempio dell'Agnello senza macchia che fu così umile e mite che non lo si udì mai proferire un solo lamento ... Ed io voglio vedere in voi un leone potente che ruggisce nella santa Chiesa. Che la vostra voce e la vostra virtù siano abbastanza forti da risuscitare i figli morti che sono nel suo seno". (Santa Caterina da Siena, Lettera 177)
In seguito alla sua estensione internazionale nelle diverse culture, la Comunità fu sempre più confrontata a situazioni dove è risultato difficile portare questo nome. D'altra parte delle case furono fondate nel 1987 sotto il nome di "Beatitudini" per tradurre il desiderio di una più grande apertura ai poveri della quale la Comunità cominciò a sentirne la pressante chiamata. Comunità delle Beatitudini Tuttavia la Comunità custodisce il suo nome originale come un "nome nascosto" esprimendone degli aspetti essenziali ed invariabili della sua vocazione e un mistero al quale essa vuole restare fedele nella sua preghiera e nella sua adorazione. La Comunità delle Beatitudini fa parte delle "nuove Comunità" nate nel mondo cattolico dopo il Concilio Vaticano II. I suoi primi membri si sono stabiliti a Cordes dove il Card. Robert Coffey, allora arcivescovo di Albi, oggi deceduto, ha dato loro uno statuto canonico. La Comunità fu inizialmente riconosciuta dalla Chiesa Cattolica come "Associazione di fedeli di diritto diocesano" sotto la protezione dell'attuale vescovo di Albi S.E. Mons. Pierre-Marie Carré. Il 31 gennaio 2003 è stata riconosciuta, dal Pontificio Consiglio per i Laici, Associazione privata internazionale di fedeli, con personalità giuridica.
Il Moderatore Generale della Comunità delle Beatitudini è François-Xavier I Fondamenti "Essi si riuniscono in uno spirito di obbedienza per la preghiera, la lettura della Parola, la Celebrazione Eucaristica, degli uffici liturgici, il servizio etc., e mettendo tutto in comune con uno spirito di povertà in vista di un impegno comune nella Chiesa", impegno che è segno. La vita della Comunità è prima di tutto contemplativa, centrata sull'Eucaristia quotidiana, prolungata con l'Adorazione del SS. Sacramento. La spiritualità della comunità da' il primo posto alla vita di orazione, e la ricerca della preghiera continua mettendosi alla scuola del Carmelo. Essa è fortemente impregnata dal desiderio di fare della vita presente, attraverso la lode, la bellezza della liturgia, la vita fraterna un'anticipazione del regno che viene. La vita della Comunità è anche caratterizzata da un'apertura ai carismi e ai doni che lo Spirito Santo suscita per rinnovare la Chiesa. Questa apertura vuole mostrare che Cristo è risorto e che il Suo Spirito è sempre all'opera in mezzo a noi per suscitare delle risposte adatte ai bisogni del mondo d'oggi. L'interesse dato dalla Comunità alle radici ebraiche della nostra fede riserva una attenzione particolare alla preghiera per il popolo Ebraico e per l'unità dei Cristiani e contribuisce a stabilire su solide basi la nostra fede in Gesù, il Cristo annunciato dai profeti e che compie le Scritture.
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Questo "popolo" è composto da tutti gli stati di vita: laici sposati e no, presbiteri e diaconi, fratelli e sorelle consacrati nel celibato. essi sono riuniti non in una forma di vita sincretista, ma al contrario per vivere ciascuno secondo la sua chiamata e la sua grazia propria nel rispetto degli altri, in uno stimolo reciproco e complementare. Ogni stato di vita ha il suo proprio spazio per vivere e sviluppare la sua grazia: luoghi, tempi, mezzi di formazione! In origine sono state due coppie ad aver ricevuto la chiamata a consacrare la loro vita al servizio di Dio. Avendo fatto l'esperienza del Cristo Vivente e afferrati dall'urgenza di annunciare e di viverne il suo amore, la Comunità gli è apparsa come un'evidenza e come il mezzo più radicale per vivere tale ideale. A loro seguito altre persone sposate e non hanno desiderato fare quest'esperienza per donare tutto a Dio. In un secondo momento, tra i primi membri, alcuni celibi hanno espresso il desiderio di una consacrazione con la professione dei Consigli Evangelici di Povertà, Obbedienza e Castità. Allo stesso modo altri fratelli hanno sentito la chiamata a seguire Cristo nel Sacerdozio ministeriale. Tutti i membri della Comunità si impegnano a vivere la povertà la castità e l'obbedienza in modo adatto al loro stato di vita. Soltanto i consacrati pronunciano i voti.
Consacrazione a Maria
"Afferrata dallo Spirito Santo e rapita da questa realtà escatologica, la Comunità vuole proclamare attraverso la sua vita con un annuncio esplicito ed implicito la realtà del Regno e l'imminenza del suo avvenimento. Essa l'anticipa attraverso la vita fraterna e io suoi impegni pastorali e missionari, la vita sacramentale, l'adorazione e la liturgia" (libro di vita) |
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